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Musica

Tauro Boys

I giovani tori

di Chiara Monateri
25.10.2021

Maximilian, Pava e Prince ci raccontano
il nuovo TauroTape3, traccia dopo traccia,
senza preoccuparsi troppo dei social,
della moda e degli haters

Tempo di lettura 8”

Foto cover © Arianna Bassani

È uscito TauroTape3, l’ultimo capitolo dei tape dei Tauro Boys, decollati nel 2017. Il trio romano non ci sta a tutto il gioco del tirarsela sui social, del supermarket delle relazioni con la data di scadenza, né a ripetersi nei sound e nelle formule perché “ha funzionato”.

Con un suono più sperimentale, che si espande anche a livello di testi rispetto agli esordi della trap – e con featuring con artisti come Psicologi, Ariete, Joe Scacchi, Tommy Toxxic e Tutti FenomeniMaximilian, Pava e Prince sono tornati proiettandosi nella loro utopica Tauro City, dove rifugiarsi ogni volta che serve, e dove non c’è bisogno di ossessionarsi con la moda, con i dissing su Instagram o col giro giusto di persone.

Foto © Vito Maria Grattacaso / LUZ

[La paura] è quello che ti spinge a dare di più, ed è un normale stimolo propulsivo che ti fa prendere il controllo, così non ti lasci trascinare.

Max - Tauro Boys

Siete usciti con l’ultimo tape venerdì 17 settembre, possiamo dire che porta fortuna?
[Tauro] – Per ora sì, speriamo continui in questo modo. La data d’uscita non è stata una scelta Tauro: quel venerdì 17 era uno degli slot liberi per il lancio, quindi diciamo che è stato un caso. Il venerdì poi in generale è un buon giorno per l’uscita.

[Pava] – Poi sì, Max ed io siamo abbastanza superstiziosi, ma il 17 e il 13 non ci creano problemi, evitiamo solo di metterli nella prenotazione dei voli aerei.

Perché abbiamo bisogno di una Tauro City?
[Tauro] – Noi ne abbiamo avuto bisogno in quarantena per scappare da tutto quello che ci circondava. Come in tutti i tape, con la musica creiamo una via di fuga, un mondo nostro per rifugiarci dal resto.

I Tauro Tape hanno avuto un’evoluzione, i testi mi sembrano più autentici e variegati e il sound è diventato molto immersivo, di quello in cui quasi non ascolti le parole. Nel tape 1 c’è qualcosa di molto trap, mentre dal secondo si sono inserite nuove parti nel puzzle
[Tauro] – Non ci siamo messi a tavolino per quest’ultimo tape, e non abbiamo seguito una scaletta. Noi ci appelliamo a suoni nostri che fanno parte di generi che ci appartengono e da cui ci facciamo influenzare. È vero che i beat si fondono con le parole e che è tutto immersivo, ma il processo si è creato in modo naturale.

Siamo noi che abbiamo avuto un approccio diverso: quando è uscito il primo avevamo 20 anni, ora siamo più preparati.

In che senso “più preparati“”?
[Tauro] – Adesso siamo più tecnici: sappiamo come andare dritti al sodo per realizzare quello che vogliamo. Se troviamo un beat che ci piace, e pensiamo che abbia del potenziale, sappiamo lavorarci più di fino per tirar fuori l’effetto che vogliamo ottenere. Prima eravamo più inesperti, creavamo più in stile “buona la prima”.

Come lavorate sulle creatività dei vostri video? Direi che sono molto “vostri”
[Pava] – Sui video la nostra fortuna (o sfortuna) è che non abbiamo mai avuto un videomaker che curasse da solo tutto il nostro progetto. Le idee per le creatività partono sempre da noi, poi ogni volta lavoriamo con persone nuove di cui ci piace il lavoro. Di solito noi abbiamo un’idea di base, e poi al 50% ci incontriamo coi registi e con la loro visione.

[Max] – L’idea iniziale nasce molto durante e dopo la composizione. Per esempio, per il tape 3, Alessio Hong ha capito la nostra visione di reality shifting per il trailer e ha abbracciato il concept.

In Jeans, feat. Psicologi, parlate di designer. Come vedete la moda?
[Prince] – Noi abbiamo un rapporto tutto nostro con la moda: la seguiamo da lontano, ma non tutti i giorni. La conosciamo, ma non la mettiamo.

Se i brand ci chiedono le foto coi loro vestiti, le facciamo e poi li buttiamo!

Nei pezzi come Colonna nominate la paura: è un sentimento che sentite di poter condividere anche con la vostra generazione?
[Max] – Colonna è l’unica traccia fatta pre-lockdown. Uscivamo dal tour e cominciavamo a sentire il desiderio di fare un nuovo disco, non volevamo fare un discorso generazionale. Anche quando diciamo «sono più da solo», non vogliamo dar voce ad altro; è più uno sfogo nostro, sai, quando trovi solo poca roba che ti riempie. La paura, per come la intendiamo in questi pezzi, è più un sentimento ovvio nel cambiamento. È quello che ti spinge a dare di più, ed è un normale stimolo propulsivo che ti fa prendere il controllo, così non ti lasci trascinare.

Tauro_Boys_09_VitoMariaGrattacaso_LUZ

È cringe quando ti invitano a parlare con uno di 65 anni che non sa cos’è la trap.

Tauro Boys

Ci sono cose del mondo della musica che non sono come pensavate?
[Tauro] – Sappiamo di distinguerci da molti nostri colleghi, ma non ci piace condannare. Siamo persone normali in una scena rap di fenomeni, ma c’è bisogno pure di quelli sennò la cosa si spegne, e non c’è divertimento.

C’è qualcosa che trovate davvero cringe nel rapporto tra la scena trap e i media italiani?
[Tauro] – È cringe quando ti invitano a parlare con uno di 65 anni che non sa cos’è la trap. Già questo è cringe, e a volte ti invitano pure perché sei quello del momento coi tatuaggi in faccia, che è ancora peggio. La tv generalista è indietro.

Un ospite che fa trap o rap non si presta davvero alla tv canonica così com’è, perché non si rispecchia né nei format né in chi lo sta guardando.

In Xelisa2 feat. Ariete dite «Internet non rende felici»
[Pava] – Mettiamo in guardia sul fatto che Internet può essere usato male e può non rendere felici. Insomma spesso non porta queste gran cose nella vita reale. Noi Tauro siamo equilibrati, non abbiamo un rapporto morboso coi social e non siamo neanche pieni di follower. Ci mettiamo pure una vita a raggiungere un tot di follower, ma d’altronde preferiamo farci due chiacchiere al baretto.

[Max] – Non siamo i boomer di Internet, lo usiamo tanto per lavoro ad esempio, ma restiamo sempre più attaccati alla dimensione umana. Quello che vogliamo dire è “occhio all’immagine che vuoi dare di te, all’ego digitale con cui stai evadendo dalla realtà”.

Nel tape parlate di amore e, non so se è solo una mia sensazione, ma anche questo suona più sentito, meno “veloce” e di scarsa qualità come spesso succede a Milano. La sentite questa differenza con Roma?
[Prince] – Un minimo la sentiamo. Roma è più umana, si passa meno tempo su Instagram. Si fanno aperitivi e feste, però sì, banalmente si vive di più “in presenza”, rispetto a Milano dove ci “si incontra” troppo sui social rispetto alla realtà.

[Max] – Sono stato spesso anche a Milano. C’è sempre una specie di arrivismo, come a dover dimostrare che ci si trova in quel momento con quelle persone: così c’è più difficoltà a stringere rapporti sinceri e duraturi. Guardatevi l’ultimo monologo de I Cani su Youtube, parla di Milano come capro espiatorio dell’Italia che perde i valori.

In Tossico parlate di chi è falso. Avete trovato tanta gente del genere, anche in ambiente musicale?
[Tauro] – Sì, le trovi. Per quanto riguarda gli hater, ne abbiamo pochi ma buoni. Non riusciamo a farci odiare veramente, non ci siamo mai posti il problema.

Si sa che il successo vero si fa con più hater che fan, ma a noi tutta questa storia non interessa.

Vogliamo far musica per noi e per i nostri fan.

Neanche qualche piccola discussione?
[Max] – Ogni tanto riusciamo a prenderci una parolaccia, ma te la devi annà a cercà, ci stiamo provando.

C’è molta emotività in tutti i pezzi, ma il tape finisce nel club
[Tauro] – Sperando di finirci anche noi.

E quindi i live?
[Tauro] – Nei nostri sogni, siamo live tutti i giorni: dobbiamo organizzare un comizio per farlo, il partito dei Giovani Tori.

Foto backstage © Arianna Bassani

Tauro Boys backstage © Arianna Bassani

Tauro Boys © Arianna Bassani

Tauro_Boys_15 backstage © Arianna Bassani

 

Tauro_Boys_13 backstage © Arianna Bassani

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