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Musica

Cmqmartina

Cassa dritta

di Thomas Raiteri
28.04.2021

Cmqmartina: boomer e stronzi,
rapporti complessi con i genitori e
avvicinare le nuove generazioni
al cantautorato italiano. 

Tempo di lettura 8”

Martina Sironi ha 21 anni, viene da Monza, scrive pezzi e fa la cantante. Molti di voi probabilmente la conoscono come Cmqmartina - suo nome d’arte - per la partecipazione a X Factor e per successi come “Lasciami andare”. Alza sta cazzo di radiooo!

Cmqmartina è contrasto. È una ragazza da casse del Berghain cresciuta ascoltando Battisti e Modugno, e che ha il talento e la brillantezza necessari da insegnarci che, forse, non sono mondi poi così distanti. 

Tra zone rosse, distanziamenti e tamponi, siamo riusciti a incontrarla per parlare di com’è avere 20 anni, di boomer e stronzi, di rapporti complessi con i genitori e di come avvicinare le nuove generazioni al cantautorato italiano.

Foto © Gabriella Corrado / LUZ

Un sacco di ragazzini mi hanno ringraziata perché gli ho fatto scoprire Modugno: la verità è che un dodicenne non ascolterà mai “Dio come ti amo” in versione originale, se non gliela fai arrivare prima in modo differente.

Cmqmartina

Con X Factor hai raggiunto un grande successo, com’è cambiata la tua vita?
Non molto in realtà, è ancora tutto come prima: gli amici sono quelli di sempre e la mia famiglia mi tratta nello stesso modo. La cosa che è veramente cambiata è l’aver acquisito una visibilità mediatica importante, all’improvviso tra l’altro - una cosa del tipo che nel giro di due mesi ho preso 150mila follower, e questo mi ha piuttosto destabilizzata all’inizio.

Nel senso che ti ha fatto un po’ spaventare o ti sei presa bene?

Mi sono resa conto che ho delle potenzialità mediatiche fighissime - posso essere ascoltata, posso essere la voce di chi non ce l’ha, e questo per me conta molto.

Mi sono presa bene quindi, perché mi permette di mandare dei messaggi importanti. Altrimenti a cosa servono? No?

D’accordissimo, farei lo stesso ma ho 350 follower. E qual è la cosa più importante che hai imparato partecipando a un talent?
Ho imparato che sono molto più selvatica di quanti pensassi, che non sono tanto socievole e che ho bisogno dei miei spazi. Soprattutto che odio i cameraman. 

Sicuramente mi sono rimasti tanti legami emotivi ma anche lavorativi, prima avevo un modo di fare musica molto più chiuso: X Factor mi ha aperto la mente.

Ti senti ancora con qualcuno?
Mi sento con Benedetta dei Melancholia, Casadilego, Vergo, anche Hell Raton.

Tra l’altro avevo letto che non volevi neanche partecipare
Infatti, era così. Era una cosa che sentivo molto lontana da me e dal mio modo di vedere una carriera artistica, ma mi sbagliavo alla grande. Poi c’è stata la pandemia e mi sono detta “ma cosa ho da perdere?” 

Era un periodo strano, di stallo, e avevo bisogno di uscire dalla mia comfort zone - fare qualcosa di pazzo.

E però vorresti tantissimo partecipare a Sanremo, come mai? Non è super lontano dal tuo essere “selvatica” e dal tuo background?
Ma perché Sanremo non lo vedo molto come un talent, per me è proprio la manifestazione della cultura musicale italiana.

Cosa ti piace del Festival?
Ho apprezzato particolarmente questa ultima edizione perché era piena di artisti giovani e indipendenti - questo mi ha resa super felice, ma ci sono ancora un sacco di cose da fare che vanno oltre i partecipanti, e che vanno a toccare le radici del Festival e della nostra cultura.

Penso la stessa cosa, quest’anno c’erano degli artisti davvero fighi che però venivano sovrastati da una struttura di boomerismo totale e momenti di cringe allucinante.
Sì assurdo (ride, ndr), quest’anno abbiamo toccato vette storiche. Secondo me è stato uno dei Sanremi più belli dal punto di vista degli artisti - il mio preferito in assoluto - però il peggiore come conduzione e boomerismo. Male male.

Speriamo sia un primo passo verso lo svecchiamento
Davvero, sennò non ci vado (ride, ndr)

Un lato positivo di avere 20 anni e fare la cantante?
Me la vivo bene.

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Essere così giovane mi dà spazio per poter sbagliare, sperimentare e ricercare. So di avere tempo, che è fondamentale per migliorasi.

Cmqmartina

E un lato negativo?

Beh, per gli artisti più giovani è difficile farsi prendere sul serio, anche se poi grazie a cantanti come Madame e Blanco lo sta diventando un po’ meno.

Forse è più una questione di essere un’artista donna.

Si percepisce ancora una sorta di disuguaglianza?
Decisamente.

È proprio una questione di immagine e sessualizzazione dell’artista, che fa passare in secondo piano la musica. Questo viene amplificato soprattutto dai social - esplosi ancora di più con la pandemia - che sono pieni di stronzi.

Però sto imparando a gestirli bene.

A proposito di social e stronzi, nei tuoi pezzi parli spesso dell’imparare ad accettare il proprio corpo, a volersi bene per come si è. Secondo te, come si raggiunge l’amore per se stessi in una società governata dal giudizio degli altri e da standard di bellezza impossibili?
È difficile dare una risposta, io non ci sono ancora arrivata pienamente. Quello che ho capito è che è un percorso lungo, fatto di step e piccoli traguardi. Uno di questi è rispettare se stessi e i propri tempi.

Volersi bene è una cosa molto sottovalutata. Io per esempio non ci ho mai pensato, e poi mi sono ritrovata a 20 anni ad odiarmi, sia fisicamente che caratterialmente, e ho dovuto rimettere insieme i pezzi. È importante parlarne.

Tornando alla musica, e a domande più semplici, quali sono le tue influenze musicali?
Questa è nettamente più facile. Senza dubbio il cantautorato italiano, che appartiene alla mia infanzia e a furia di ascoltarlo ho cominciato a scrivere anche io.

Le nuove generazioni sono sempre più lontane da questo genere musicale, come si può salvare?
Giusto ieri (forse divago) parlavo con un mio amico del fatto che la musica è molto più immortale, per esempio, dei quadri - la musica rimane per sempre e questo mi fa impazzire. Quindi per quanto mi riguarda il cantautorato non morirà mai. Però capisco che le generazioni cambiano, e con loro i gusti e le mode.

Io cerco di rinnovare in qualche modo queste canzoni per dar loro una nuova chiave d’ascolto che magari riesce ad arrivare anche ai più giovani, poi fare cover mi aiuta a far capire cosa faccio e chi sono davvero. Di certo non voglio mancare di rispetto a nessuno.

Nonostante questo mi sono presa un botto di insulti, vedi X Factor e Manuel Agnelli, o tutta l’opinione pubblica boomer su Facebook, che mi hanno detto “ma tu chi cazzo sei, Battisti non ha bisogno di te per essere immortale”

Però, un sacco di ragazzini mi hanno ringraziata perché gli ho fatto scoprire Modugno: la verità è che un dodicenne non ascolterà mai “Dio come ti amo” in versione originale, se non gliela fai arrivare prima in modo differente.

Ti chiedo allora 3 pezzi che consiglieresti per avvicinarsi al cantautorato italiano e non lasciarlo più
Ok, bella domanda mi piace. Non posso non citare Battisti perché è uno dei miei più grandi amori, e di Battisti direi “Ancora tu”, poi “Verranno a chiederti del nostro amore” di De André e “Sempre e per sempre” di De Gregori.

E un featuring che faresti con un cantautore italiano?
Sono troppo in fissa con Battiato, penso solo a lui, sono innamorata. Però dai, quanto spaccherebbe?

Nel prossimo album, magari
C’è un progetto in arrivo: ho diversi pezzi da far uscire, stiamo cercando di capire come.

Staremo pronti! Invece toglimi una curiosità, in “Se mi pieghi non mi spezzi” c’è una cit. a Nada o mi sbaglio
Assolutamente! “Amore disperato” è tipo il mio pezzo preferito di sempre: parla di me ne sono sicura. Speriamo non mi denunci (ride, ndr)

Per concludere volevo farti un’ultima domanda un po’ peso: rispetto a “Lasciami andare” com’è ora il rapporto con tua madre?
Direi che stiamo sistemando le cose, il problema tra noi è che siamo identiche e quindi è un processo lungo. Vedo che lei si sta impegnando per cercare di capire quello che faccio e io mi sto impegnando per capire il suo punto di vista. Poi settimana prossima vado a vivere da sola, vado via dal nido e stiamo in un momento di stallo strano.

Già il fatto che non mi chiami più 10 volte al giorno mentre sono in studio per me è un grande segnale.

Vedrai che ora che vai via di casa sarai tu a chiamarla 10 volte al giorno, a me è andata così
Succede così? Ci scriverò un’altra canzone allora :)

Qui prima del milione!

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